Truffe e frodi

Indagini su truffe e frodi ai danni di privati

Currenti Investigazioni svolge indagini a supporto di privati vittime di truffe e frodi, sia online sia tradizionali. L’obiettivo è raccogliere e documentare elementi utili a identificare i responsabili, ricostruire il percorso del denaro e sostenere l’azione legale della vittima, in coordinamento con il suo avvocato e nel rispetto della normativa vigente.

Ogni truffa lascia tracce concrete: un conto su cui transita il denaro, un numero di telefono, un indirizzo email, un dominio, un profilo o un annuncio. L’indagine consiste nel collegare questi elementi in modo metodico e documentato, finché non emerge un quadro utilizzabile dal legale e dall’autorità giudiziaria.

Cosa può fare Currenti Investigazioni

  • Acquisire chat, email, ricevute, profili e annunci con metodologia forense, per preservarne l’integrità e l’utilizzabilità in giudizio.
  • Recuperare messaggi e file cancellati dai dispositivi della vittima.
  • Svolgere ricerche su fonti aperte e dati legittimamente accessibili per collegare numeri, nomi, immagini, domini e profili.
  • Verificare l’esistenza reale di società, intermediari e amministratori, con rapporti su persone, ditte e società.
  • Analizzare i movimenti su blockchain quando il pagamento è avvenuto in criptovalute.
  • Svolgere accertamenti sul campo per confermare identità e reperibilità del responsabile.
  • Eseguire accertamenti patrimoniali, utili a valutare se un’azione di recupero abbia prospettive concrete.
Analisi di estratti conto e documenti in un'indagine su una truffa

Casi tipici in cui interveniamo

  • Truffe sentimentali: richieste di denaro da parte di contatti conosciuti online, spesso dopo settimane o mesi di conversazioni.
  • Falsi investimenti: piattaforme di trading e criptovalute non autorizzate che mostrano rendimenti fittizi.
  • Phishing, smishing e falsi operatori bancari: messaggi e telefonate che imitano banche, corrieri o enti pubblici per ottenere credenziali e pagamenti.
  • Truffe su annunci: affitti, caparre, compravendite di beni e veicoli mai consegnati.
  • Falsi professionisti e intermediari: prestiti mai erogati, pratiche inesistenti, consulenze pagate e non svolte.
  • Raggiri ai danni di persone anziane o fragili, anche da parte di persone conosciute.
  • Furto d’identità: uso di dati e documenti altrui per aprire conti, contratti o finanziamenti.

Come si svolge l’indagine

  1. Colloquio riservato e analisi del materiale disponibile.
  2. Valutazione di fattibilità: se l’indagine non ha prospettive realistiche, lo comunichiamo con chiarezza.
  3. Preventivo scritto e conferimento dell’incarico.
  4. Attività investigativa e relazione finale, consegnata al cliente e al suo legale, utilizzabile anche nell’ambito delle indagini difensive (artt. 327-bis e 391-bis e seguenti c.p.p.), in collaborazione con avvocati e studi legali.

Cosa fare subito dopo una truffa

  • Contattare immediatamente la banca o l’intermediario per segnalare l’operazione, chiedere il richiamo del bonifico e il blocco della carta. Per le operazioni di pagamento non autorizzate il D.Lgs. 11/2010 impone di comunicarle senza indugio e prevede il rimborso, salvo dolo o colpa grave del titolare.
  • Conservare tutto: chat, email, numeri, link, annunci e ricevute non vanno cancellati. Ogni contatto con il truffatore va interrotto.
  • Presentare denuncia o querela alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o alla Polizia Postale. La truffa e la frode informatica sono di regola procedibili a querela, salvo alcune circostanze aggravanti: la querela va presentata entro tre mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto (art. 124 c.p.).
  • Rivolgersi a un avvocato per la qualificazione del reato e le iniziative civili e penali.

Riferimenti normativi

Le ipotesi di reato più ricorrenti sono la truffa (art. 640 c.p.), la frode informatica (art. 640-ter c.p.), la sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e l’indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493-ter c.p.). La qualificazione del fatto spetta all’autorità giudiziaria, con il supporto del legale della vittima.

L’agenzia opera con licenza prefettizia ai sensi dell’art. 134 TULPS e del D.M. 269/2010, nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003).

L’investigatore privato non ha poteri di polizia, non accede a banche dati riservate e non può disporre sequestri o blocchi di conti, che spettano all’autorità giudiziaria. Per le criptovalute, le transazioni sono pubbliche sulla blockchain, ma i dati del titolare di un conto presso un exchange si ottengono solo tramite l’autorità. Il recupero delle somme non può essere garantito: dipende dal tempo trascorso, dalla destinazione dei fondi, dalla solvibilità del responsabile e dalla sua collocazione, anche estera. Occorre diffidare di chi offre “recupero garantito” o interventi informatici sul truffatore: spesso si tratta di una seconda truffa, come spieghiamo anche nell’articolo sull’abusivismo della professione.

Domande frequenti

Si può risalire a chi si nasconde dietro un profilo falso?

Spesso sì, incrociando le tracce lasciate da pagamenti, numeri, domini e profili. L’esito dipende dagli elementi disponibili. Sui limiti di legge abbiamo approfondito quando è lecito risalire a un’identità da un numero di cellulare.

L’indagine privata sostituisce la denuncia?

No. La affianca, fornendo al legale e all’autorità elementi concreti e documentati.

È possibile recuperare il denaro?

In alcuni casi, tramite le iniziative della banca o le azioni giudiziarie promosse dal legale. Nessuno può garantirlo.

Quanto costa l’indagine?

Dipende dal caso. Dopo il primo colloquio formuliamo un preventivo scritto e dettagliato, prima di qualsiasi incarico.

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